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LA SICILIA CHE OSSERVO

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È delizioso restare immersi in questa specie di luce liquida che fa di noi degli esseri diversi, quasi sospesi.
(Paul Claudel)
BUON GIORNO BUONO

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È delizioso restare immersi in questa specie di luce liquida che fa di noi degli esseri diversi, quasi sospesi. (Paul Claudel) BUON GIORNO BUONO

La vita è adesso 
nel vecchio albergo della terra. 
E ognuno in una stanza, 
e in una storia 
di mattini più leggeri 
e cieli smarginati di speranza 
e di silenzi da ascoltare..
E ti sorprenderai a cantare,
ma non sai perché, - La vita è adesso! -
Nei pomeriggi appena freschi 
che ti viene sonno 
e le campane girano le nuvole;
e piove sui capelli 
e sopra i tavolini dei caffè all'aperto. 
E ti domandi certo:
Chi sei tu?” LA VITA È ADESSO
CLAUDIO BAGLIONI

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La vita è adesso nel vecchio albergo della terra. E ognuno in una stanza, e in una storia di mattini più leggeri e cieli smarginati di speranza e di silenzi da ascoltare.. E ti sorprenderai a cantare, ma non sai perché, - La vita è adesso! - Nei pomeriggi appena freschi che ti viene sonno e le campane girano le nuvole; e piove sui capelli e sopra i tavolini dei caffè all'aperto. E ti domandi certo: Chi sei tu?” LA VITA È ADESSO CLAUDIO BAGLIONI

“Ma guarda intorno a te,
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato il mare! 
Tu dici - non ho niente -
Ti sembra niente il sole? 
la vita?
l’amore... ?
Meraviglioso 
il bene di una donna,
che ama solo te:
Meraviglioso!
La luce di un mattino. 
L'abbraccio di un amico. 
Il viso di un bambino. 
Meraviglioso!”
Testo- Riccardo Pazzaglia
Musica - Domenico Modugno
 Anno 1968 
MERAVIGLIOSO...è anche un giorno no💙

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“Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare! Tu dici - non ho niente - Ti sembra niente il sole? la vita? l’amore... ? Meraviglioso il bene di una donna, che ama solo te: Meraviglioso! La luce di un mattino. L'abbraccio di un amico. Il viso di un bambino. Meraviglioso!” Testo- Riccardo Pazzaglia Musica - Domenico Modugno Anno 1968 MERAVIGLIOSO...è anche un giorno no💙

CAMMINANDO “Le grandi idee, le idee creative arrivano quando andate a piedi. Forse non lo sapete ma gli angeli sussurrano a uomo quando va a fare una passeggiata.”
****Raymond I. Myers**** **************************** SACRARIO DI CRISTO RE
Chiunque si sia trovato ad attraversare lo Stretto e abbia rivolto uno sguardo verso la sponda messinese, non avrà potuto fare a meno di notare la grande cupola che si erge dal centro della città di Messina. Sorge sul viale Principe Umberto è meta turistica importante, ma anche un luogo culto per i messinesi che si incontrano durante le uscite serali.
Il tempio sorge sulle rovine di un antico castello fortezza che nel XII secolo, ospitò Riccardo “Cuor di Leone” con i suoi uomini diretti in Terrasanta durante la III Crociata. Ricostruito dopo il terremoto del 1908 fu riedificato come sepolcro monumentale dei Caduti.
Il di Sacrario di Cristo Re per la sua storia è rimasto negli anni un luogo particolarmente denso di emozione e grande significato soprattutto in quanto conserva l’importante storia delle guerre che hanno sconvolto l’intera umanità.
BUONA DOMENICA A TUTTI

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CAMMINANDO “Le grandi idee, le idee creative arrivano quando andate a piedi. Forse non lo sapete ma gli angeli sussurrano a uomo quando va a fare una passeggiata.” ****Raymond I. Myers**** **************************** SACRARIO DI CRISTO RE Chiunque si sia trovato ad attraversare lo Stretto e abbia rivolto uno sguardo verso la sponda messinese, non avrà potuto fare a meno di notare la grande cupola che si erge dal centro della città di Messina. Sorge sul viale Principe Umberto è meta turistica importante, ma anche un luogo culto per i messinesi che si incontrano durante le uscite serali. Il tempio sorge sulle rovine di un antico castello fortezza che nel XII secolo, ospitò Riccardo “Cuor di Leone” con i suoi uomini diretti in Terrasanta durante la III Crociata. Ricostruito dopo il terremoto del 1908 fu riedificato come sepolcro monumentale dei Caduti. Il di Sacrario di Cristo Re per la sua storia è rimasto negli anni un luogo particolarmente denso di emozione e grande significato soprattutto in quanto conserva l’importante storia delle guerre che hanno sconvolto l’intera umanità. BUONA DOMENICA A TUTTI

Ho bisogno di sentimenti,
di parole, 
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia:
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. .. ..
ADA MERINI
Oggi ho incontrato questi fiori, Ipomoea tricolor, più noti come campanelle
FELICE FINE SETTIMANA 💙
#messina#sicilia#italia#italy#sicily#viaggioinsicilia#siciliantravel#emmellebiphoto#viverelasicilia#lovesicilia#ig_visitsicily

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Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia: questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. .. .. ADA MERINI Oggi ho incontrato questi fiori, Ipomoea tricolor, più noti come campanelle FELICE FINE SETTIMANA 💙 #messina#sicilia#italia#italy#sicily#viaggioinsicilia#siciliantravel#emmellebiphoto#viverelasicilia#lovesicilia#ig_visitsicily

TESTE DI MORO: AMORE E VENDETTA DIETRO UN’ICONA SICILIANA. Passeggiando per le vie siciliane è possibile rimanere incantati dinanzi alle maestose Teste di Moro in siciliano (note come “Graste”)che da secoli arricchiscono e colorano balconi, terrazzi e cancelli.Figlie di una tradizione millenaria, queste prestigiose opere d’arte dalla raffinata manifattura artigianale trovano origine in un’antica leggenda: protagonisti un giovane  Principe Moro ed una bellissima fanciulla siciliana.Nell anno 1000, in piena dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo “Al Hàlisah” oggi chiamato Kalsa, viveva una bellissima fanciulla dall alto della sua balconata fiorita,un giorno venne notata da un giovane e bellissimo principe Moro che sopraffatto da una violenta passione per lei non esitò un attimo a dichiararle tutto il suo amore. La giovane, colpita da tanto ardore  ricambiò con passione il sentimento. Ma il principe celava un gravoso segreto e la fanciulla  lo scoprì  molto presto .Quell’uomo aveva moglie e figli in Oriente e si accingeva anche ad abbandonarla. 
Un’ira folle e funesta la spinse alla vendetta è nella notte mentre il Principe Moro dormiva un sonno profondo lo colpì mortalmente. Uno struggente gesto la spinse a conservare la memoria di quel volto che lei amava ancora così tanto perciò dentro la testa del Moro pose,a mo di vaso, dei germogli di basilico  perché il basilico,come lei ben sapeva, rappresenta l’erba dei sovrani; in tal modo,nonostante il terribile atto compiuto,ella perseguiva il dissennato amorevole fine di continuare a prendersi cura del suo adorato Principe.Pose la testa sul suo balcone e ogni giorno le lacrime della giovane innaffiavano la pianta regale, che cresceva così sempre più florida,rigogliosa e profumata. Tutti si meravigliavano di tale prodigio.Vicini e passanti erano investiti dalla bellezza e dal profumo di sul basilico. Ma si narra che poco tempo dopo anche la bellissima donna siciliana morì distrutta dal suo dolore. Fu così che su quello splendido balcone la sua famiglia  decise di porre a guisa di vaso anche la testa della  sventurata fanciulla, piantadovi del profumatissimo basilico.

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TESTE DI MORO: AMORE E VENDETTA DIETRO UN’ICONA SICILIANA. Passeggiando per le vie siciliane è possibile rimanere incantati dinanzi alle maestose Teste di Moro in siciliano (note come “Graste”)che da secoli arricchiscono e colorano balconi, terrazzi e cancelli.Figlie di una tradizione millenaria, queste prestigiose opere d’arte dalla raffinata manifattura artigianale trovano origine in un’antica leggenda: protagonisti un giovane Principe Moro ed una bellissima fanciulla siciliana.Nell anno 1000, in piena dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo “Al Hàlisah” oggi chiamato Kalsa, viveva una bellissima fanciulla dall alto della sua balconata fiorita,un giorno venne notata da un giovane e bellissimo principe Moro che sopraffatto da una violenta passione per lei non esitò un attimo a dichiararle tutto il suo amore. La giovane, colpita da tanto ardore ricambiò con passione il sentimento. Ma il principe celava un gravoso segreto e la fanciulla lo scoprì molto presto .Quell’uomo aveva moglie e figli in Oriente e si accingeva anche ad abbandonarla. Un’ira folle e funesta la spinse alla vendetta è nella notte mentre il Principe Moro dormiva un sonno profondo lo colpì mortalmente. Uno struggente gesto la spinse a conservare la memoria di quel volto che lei amava ancora così tanto perciò dentro la testa del Moro pose,a mo di vaso, dei germogli di basilico perché il basilico,come lei ben sapeva, rappresenta l’erba dei sovrani; in tal modo,nonostante il terribile atto compiuto,ella perseguiva il dissennato amorevole fine di continuare a prendersi cura del suo adorato Principe.Pose la testa sul suo balcone e ogni giorno le lacrime della giovane innaffiavano la pianta regale, che cresceva così sempre più florida,rigogliosa e profumata. Tutti si meravigliavano di tale prodigio.Vicini e passanti erano investiti dalla bellezza e dal profumo di sul basilico. Ma si narra che poco tempo dopo anche la bellissima donna siciliana morì distrutta dal suo dolore. Fu così che su quello splendido balcone la sua famiglia decise di porre a guisa di vaso anche la testa della sventurata fanciulla, piantadovi del profumatissimo basilico.

MA COSA TI SEI MESSA IN TESTA?
(giocando con la tenda antica della nonna)
IL VELO
Secondo un antico detto ebraico, 
quando la donna scioglieva i suoi capelli e cominciava a girare la testa in circolo, persino gli angeli cadevano dal cielo e ciò perché proprio i capelli erano considerati un punto di forza della bellezza di una donna. 
Anticamente perciò il gesto di coprirsi il capo durante le celebrazioni religiose era  un segno di rispettoso comportamento oltre che di devozione. Essa era lì per pregare, per partecipare con animo al rito, non per attirare gli sguardi di nessuno. Il capo velato e chino rappresentava inoltre la condizione umana timorosa e consapevole di essere infinitamente finita dinanzi al Divino (sopratutto al momento della Santa Comunione.) I tessuti e i ricami del velo potevano variare a seconda della condizione sociale, dell’appartenenza o meno a nobili e altolocate famiglie. 
Poteva essere commissionato a ricamatrici esperte o realizzato con le proprie mani per arrivare a quelli in semplici stoffe a unica tinta tipiche del mondo contadino di donne che conservano “quello buono” per andare a messa e non per svolgere i lavori quotidiani. I colori del velo erano pochi: bianco candido per le spose ( a volte ricamato con fili d oro) avorio o beige per le donne già sposate, nero per le liturgie funebri, più rari altri colori.
Fino al 1917 il Codice di Diritto Canonico del prescriveva alle donne di tenere il capo coperto in Chiesa, ma ormai da tempo nel Codice non c’è traccia di questa disposizione e questa antica usanza è dimenticata. Oggi in molti pensano che portare il velo in chiesa sia bigotteria anacronistica, o peggio un’inutile ostentazione di religiosità, gesto comunque non più obbligatorio e non richiesto né da Dio né dalla Chiesa. Inoltre ,purtroppo, il velo stesso ha subito deformazioni di significato molto pericolose di subordinazione della donna come essere inferiore uccidendo il valore e la bellezza di questo antico ornamento femminile.
#sicilia#donnesiciliane#donnedisicilia#italia#italianwoman#italianwedding#emmellebiphoto#tradizioni#tradizionidisicilia#viaggioinsicilia#siciliantravel#tradizionipopolari

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MA COSA TI SEI MESSA IN TESTA? (giocando con la tenda antica della nonna) IL VELO Secondo un antico detto ebraico, quando la donna scioglieva i suoi capelli e cominciava a girare la testa in circolo, persino gli angeli cadevano dal cielo e ciò perché proprio i capelli erano considerati un punto di forza della bellezza di una donna. Anticamente perciò il gesto di coprirsi il capo durante le celebrazioni religiose era un segno di rispettoso comportamento oltre che di devozione. Essa era lì per pregare, per partecipare con animo al rito, non per attirare gli sguardi di nessuno. Il capo velato e chino rappresentava inoltre la condizione umana timorosa e consapevole di essere infinitamente finita dinanzi al Divino (sopratutto al momento della Santa Comunione.) I tessuti e i ricami del velo potevano variare a seconda della condizione sociale, dell’appartenenza o meno a nobili e altolocate famiglie. Poteva essere commissionato a ricamatrici esperte o realizzato con le proprie mani per arrivare a quelli in semplici stoffe a unica tinta tipiche del mondo contadino di donne che conservano “quello buono” per andare a messa e non per svolgere i lavori quotidiani. I colori del velo erano pochi: bianco candido per le spose ( a volte ricamato con fili d oro) avorio o beige per le donne già sposate, nero per le liturgie funebri, più rari altri colori. Fino al 1917 il Codice di Diritto Canonico del prescriveva alle donne di tenere il capo coperto in Chiesa, ma ormai da tempo nel Codice non c’è traccia di questa disposizione e questa antica usanza è dimenticata. Oggi in molti pensano che portare il velo in chiesa sia bigotteria anacronistica, o peggio un’inutile ostentazione di religiosità, gesto comunque non più obbligatorio e non richiesto né da Dio né dalla Chiesa. Inoltre ,purtroppo, il velo stesso ha subito deformazioni di significato molto pericolose di subordinazione della donna come essere inferiore uccidendo il valore e la bellezza di questo antico ornamento femminile. #sicilia#donnesiciliane#donnedisicilia#italia#italianwoman#italianwedding#emmellebiphoto#tradizioni#tradizionidisicilia#viaggioinsicilia#siciliantravel#tradizionipopolari

Essere “zingari” nell’anima 
significa non farsi trovare dove stabiliscono gli altri.
Significa essere “altrove” rispetto 
alle mode,
alle ideologie, 
alle faziosità, 
al conformismo, 
alle invidie.
Gli zingari dell’anima hanno infinite partenze. 
Alessandro Pronzato

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Essere “zingari” nell’anima significa non farsi trovare dove stabiliscono gli altri. Significa essere “altrove” rispetto alle mode, alle ideologie, alle faziosità, al conformismo, alle invidie. Gli zingari dell’anima hanno infinite partenze. Alessandro Pronzato

I BISCOTTI SICILIANI DI SAN MARTINO

Pacco posta con biglietto: - "Ho fatto i biscotti di San Martino; la ricetta sempre la stessa della bisnonna. Te li mando, spero siano buoni perché  cchiù tempu passa e cchiù mi pari ca un  mi vennu cchiù boni comu na vota.
- Nonna, pronto? Sono buonissimi!
Ti voglio bene ❤️”_________..... 11 novembre, giorno dedicato a San Martino di Tours, è usanza siciliana mangiare i biscotti di San Martino, biscotti molto secchi e duri aromatizzati con semi di finocchio o anice. Si tratta di una usanza molto antica, legata ai riti dei contadini vitivinicoli, che in occasione della cosiddetta Estate di San Martino vedevano giungere a maturazione il vino novello, fonte importante della loro economia. Recitando il proverbio “A San Martino ogni mosto è vino”, gli uomini davano la stura alle botti e si correva ad assaggiare il vino novello, sperando che fosse di buona qualità. Le donne arrivavano poi con i biscotti di San Martino da poco sfornati e tutti provvedevano a prenderne uno e inzupparlo nel vino novello, nel moscato o in qualche altro vino dolce liquoroso tenuto in casa per le occasioni, in un’atmosfera di speranza e positività impregnata del profumo intensissimo di anice e vino.

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I BISCOTTI SICILIANI DI SAN MARTINO Pacco posta con biglietto: - "Ho fatto i biscotti di San Martino; la ricetta sempre la stessa della bisnonna. Te li mando, spero siano buoni perché cchiù tempu passa e cchiù mi pari ca un mi vennu cchiù boni comu na vota. - Nonna, pronto? Sono buonissimi! Ti voglio bene ❤️”_________..... 11 novembre, giorno dedicato a San Martino di Tours, è usanza siciliana mangiare i biscotti di San Martino, biscotti molto secchi e duri aromatizzati con semi di finocchio o anice. Si tratta di una usanza molto antica, legata ai riti dei contadini vitivinicoli, che in occasione della cosiddetta Estate di San Martino vedevano giungere a maturazione il vino novello, fonte importante della loro economia. Recitando il proverbio “A San Martino ogni mosto è vino”, gli uomini davano la stura alle botti e si correva ad assaggiare il vino novello, sperando che fosse di buona qualità. Le donne arrivavano poi con i biscotti di San Martino da poco sfornati e tutti provvedevano a prenderne uno e inzupparlo nel vino novello, nel moscato o in qualche altro vino dolce liquoroso tenuto in casa per le occasioni, in un’atmosfera di speranza e positività impregnata del profumo intensissimo di anice e vino.

“Vecchio, si
e sei tagliato fuori.
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
le tue non vanno più..
Ragione non hai più.
Vecchio si!
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti..
Perché respiri tu!”
R.ZERO

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“Vecchio, si e sei tagliato fuori. Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori, le tue non vanno più.. Ragione non hai più. Vecchio si! Con tanto che faresti, adesso che potresti non cedi perché esisti.. Perché respiri tu!” R.ZERO

“GIUSEPPE&GIANNI “
I FAMOSI E BRAVI SUONATORI DI TAORMINA IN “O SOLE MIO” IN PIAZZA IX APRILE

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“GIUSEPPE&GIANNI “ I FAMOSI E BRAVI SUONATORI DI TAORMINA IN “O SOLE MIO” IN PIAZZA IX APRILE

POMERIGGI DI NOVEMBRE 
Ogni giorno della vita è unico, 
ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. 
E non importa se otteniamo dei risultati, 
se facciamo bella figura o no.
In fin dei conti l’essenziale, 
per la maggior parte di noi, 
è qualcosa che non si vede 
ma si percepisce nel cuore.
Aruki Murakami

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POMERIGGI DI NOVEMBRE Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. E non importa se otteniamo dei risultati, se facciamo bella figura o no. In fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede ma si percepisce nel cuore. Aruki Murakami

UNA TERRAZZA SULL’ INFINITO DA FORZA D’AGRÒ 
Ci sono due infiniti che mi confondono: quello nella mia anima,mi divora.
Quello che mi circonda, mi schiaccia.
Gustave Flaubert
#sicilianitànelmondo #siciliacam #sicilia_nel_sangue #verso_sud#sicilia_super_pics #sicilia_super_top#sicilia_illife

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UNA TERRAZZA SULL’ INFINITO DA FORZA D’AGRÒ Ci sono due infiniti che mi confondono: quello nella mia anima,mi divora. Quello che mi circonda, mi schiaccia. Gustave Flaubert #sicilianitànelmondo #siciliacam #sicilia_nel_sangue #verso_sud#sicilia_super_pics #sicilia_super_top#sicilia_illife

VINEDDE (vicoli siciliani)
Camminando si apprende la vita.
Camminando si conoscono le persone.
Camminando si sanano le ferite.
Cammina:
guardando una stella,
ascoltando una voce,
o seguendo orme di altri passi.”
Ruben Blades
BUON VENERDÌ
#loves_sicilia#borghisiciliani#yallersicilia#viverelasicilia#ig_visitsicily#siciliacam

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VINEDDE (vicoli siciliani) Camminando si apprende la vita. Camminando si conoscono le persone. Camminando si sanano le ferite. Cammina: guardando una stella, ascoltando una voce, o seguendo orme di altri passi.” Ruben Blades BUON VENERDÌ #loves_sicilia#borghisiciliani#yallersicilia#viverelasicilia#ig_visitsicily#siciliacam

Il cielo,
si perde il pensiero quando guardo il cielo
ed ecco
ritorna il ricordo dolce che ho di te

Si può volare fra le stelle
ma sempre in alto troverai.. il cielo!
La terra finisce e la comincia il cielo..”
G. Morandi
TRAMONTO SUI LAGHI DI GANZIRRI

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Il cielo, si perde il pensiero quando guardo il cielo ed ecco ritorna il ricordo dolce che ho di te Si può volare fra le stelle ma sempre in alto troverai.. il cielo! La terra finisce e la comincia il cielo..” G. Morandi TRAMONTO SUI LAGHI DI GANZIRRI

💚IL DUE DI NOVEMBRE💚— (Chiesa S.Maria delle Grazie - Particolare dell’antica porta )— “Chiamatemi con il mio vecchio nome.
Parlate di me con la facilità che avete sempre usato.
Non cambiate il tono della vostra voce.
Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore.

Ridete come abbiamo sempre riso
degli scherzi che facevamo insieme.
Sorridete, 
pensate a me e pregate per me.

Fate che il mio nome rimanga per sempre
quella parola familiare che è stata.
Pronunciatelo senza sforzo,
senza che diventi l’ombra di un fantasma.

La vita significa tutto ciò che ha sempre significato.
È la stessa che è sempre stata.

C’è una continuità assoluta, ininterrotta.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri solo perché sono fuori dalla vostra vista?

va tutto bene.
Ritroverete il mio cuore, ne ritroverete la tenerezza purificata.

Vi sto soltanto aspettando 
da qualche parte,
molto vicino..
Appena svoltato l’angolo...💚
#messina#sicilia#italia#italy#tradizioni#sicily#duenovember2017 #viaggioinsicilia #emmellebiphoto #religion#siciliancurch#chiesesiciliane#dettaglisiciliani#details#siciliandetails

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💚IL DUE DI NOVEMBRE💚— (Chiesa S.Maria delle Grazie - Particolare dell’antica porta )— “Chiamatemi con il mio vecchio nome. Parlate di me con la facilità che avete sempre usato. Non cambiate il tono della vostra voce. Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore. Ridete come abbiamo sempre riso degli scherzi che facevamo insieme. Sorridete,  pensate a me e pregate per me. Fate che il mio nome rimanga per sempre quella parola familiare che è stata. Pronunciatelo senza sforzo, senza che diventi l’ombra di un fantasma. La vita significa tutto ciò che ha sempre significato. È la stessa che è sempre stata. C’è una continuità assoluta, ininterrotta. Cos’è questa morte se non un incidente insignificante? Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri solo perché sono fuori dalla vostra vista? va tutto bene. Ritroverete il mio cuore, ne ritroverete la tenerezza purificata. Vi sto soltanto aspettando  da qualche parte, molto vicino.. Appena svoltato l’angolo...💚 #messina#sicilia#italia#italy#tradizioni#sicily#duenovember2017 #viaggioinsicilia #emmellebiphoto #religion#siciliancurch#chiesesiciliane#dettaglisiciliani#details#siciliandetails

SFINCIONE: DA PALERMO LA SICILIA IN TEGLIA
Un’ antica ricetta che vede come ingrediente cardine il pane pizza (morbido e lievitato, simile appunto ad una spugna) con sopra una salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di formaggio tipico siciliano (chiamato caciocavallo ragusano). Lo sfincione (sfinciuni o spinciuni in siciliano) è un prodotto tipico della gastronomia palermitana, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali#yummyyummy #yummy#ig_visitsicily#piattitipicisiciliani

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SFINCIONE: DA PALERMO LA SICILIA IN TEGLIA Un’ antica ricetta che vede come ingrediente cardine il pane pizza (morbido e lievitato, simile appunto ad una spugna) con sopra una salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di formaggio tipico siciliano (chiamato caciocavallo ragusano). Lo sfincione (sfinciuni o spinciuni in siciliano) è un prodotto tipico della gastronomia palermitana, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali#yummyyummy #yummy#ig_visitsicily#piattitipicisiciliani

UN CAFFÈ DA MAMMA: sapori di Feste e Tradizioni Siciliane (i biscotti tipici di Ognissanti di pasta garofanata )
“Ogni casa siciliana dove c’era picciriddu (bambino )si popolava di anime dei defunti a lui familiari: i morticini. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio (rumore) di catene, si badi bene!Non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto..Noi nicareddri, (piccolini) prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di DOLCI e REGALI che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa! 
Mai più riproverò il batticuore della trovatura (sorpresa) quando sopra un armadio o darrè (dietro) una porta scoprivo il cesto stracolmo. 
Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò pure qualche linea di febbre!”
ANDREA CAMILLERI 
I MORTICINI biscotti siciliani molto croccanti che vengono preparati tutti gli anni nel periodo di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.
Questi straordinari dolcetti tradizionali sono caratterizzati da una base caramellata sovrapposta ad un guscio bianco cavo. Hanno un sapore particolare che viene dato dal mix di cannella e chiodi di garofano, una consistenza croccante ma al tempo stesso friabile. Preparate in stampi semplici tondi o con soggetti religiosi di prosperità e buon augurio
#yummy#yummymummy #dolcideimorti

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UN CAFFÈ DA MAMMA: sapori di Feste e Tradizioni Siciliane (i biscotti tipici di Ognissanti di pasta garofanata ) “Ogni casa siciliana dove c’era picciriddu (bambino )si popolava di anime dei defunti a lui familiari: i morticini. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio (rumore) di catene, si badi bene!Non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto..Noi nicareddri, (piccolini) prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di DOLCI e REGALI che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio. Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa! Mai più riproverò il batticuore della trovatura (sorpresa) quando sopra un armadio o darrè (dietro) una porta scoprivo il cesto stracolmo. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò pure qualche linea di febbre!” ANDREA CAMILLERI I MORTICINI biscotti siciliani molto croccanti che vengono preparati tutti gli anni nel periodo di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Questi straordinari dolcetti tradizionali sono caratterizzati da una base caramellata sovrapposta ad un guscio bianco cavo. Hanno un sapore particolare che viene dato dal mix di cannella e chiodi di garofano, una consistenza croccante ma al tempo stesso friabile. Preparate in stampi semplici tondi o con soggetti religiosi di prosperità e buon augurio #yummy#yummymummy #dolcideimorti

SOUVENIR A SAVOCA “Souvenir, puoi chiamarlo così
e tienilo fin quando
non sarò via.

Souvenir, non guardarmi così
e aprilo soltanto
quando sarò via
quando andrò via..”
(SOUVENIR-Piercortese)

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SOUVENIR A SAVOCA “Souvenir, puoi chiamarlo così e tienilo fin quando non sarò via. Souvenir, non guardarmi così e aprilo soltanto quando sarò via quando andrò via..” (SOUVENIR-Piercortese)